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LA TECNICA DI GIUSEPPE TABACCO







Il Lavoro di Giuseppe Tabacco trae spunto dalla fotografia ed ha un chiaro rimando alle tecniche della grafica che creano e trovano significato nei concetti di pulizia, di definizione attraverso il negativo piuttosto che il positivo di ogni forma creata. E’ così che il nero, il colore più intenso “incide” l’opera dell’artista che seppur bidimensionale e priva di toni sfumati presenta forme che “emergono dall’ombra e nello stesso istante sembrano liquefarsi”. Interessanti i colori scelti, gli accostamenti spesso decisi e raramente tonali, che fanno percepire un artista dall’ampio spettro di emozioni che vengono trasmesse immediatamente e sinteticamente. L’aspetto emozionale traspare anche dalla duplice natura delle sue tele che mescolano poetica voyeuristica ed ironia in un gioco inconscio che permette di alleggerire e sdrammatizzare il rapporto con il corpo femminile, protagonista e indiscutibile fonte di ispirazione formale dell’opera di Tabacco. La pulizia caratterizza anche le sue creazioni in campo televisivo e scenografico. Un’espressione quella di Tabacco, che rimanda ad una figurazione dell’estremo oriente. Lo distingue un amore per il segno fluido e libero che si auto-crea e rigenera. Le sue scenografie sono immagini di una sospensione limpida e scarna fra passato e futuro: una sorta di nuova auspicabile metafisica